giovedì 22 gennaio 2009

II° Incontro cammino di crescita Giovani del RnS

CAMMINO DI CRESCITA GIOVANI 2008-2009

Incontro del 18/01/2009

Domenica scorsa, nel pomeriggio c'è stato il secondo incontro del Seminario Giovani RnS a Partinico, al Centro servizi alla Famiglia dove è in programma anche il terzo incontro il 22-03-2009.

La catechesi sul tema "CUSTODIRE LA PAROLA" è stata spiegata e meditata dalla Responsabile Diocesana "Rosa Maria Scuderi"

e con permesso dal sito diocesano dove è pure scaricabile, http://www.rns-monreale.it/ la inseriamo anche quì per eventuali commenti e/o altro.

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Custodire la Parola: l’esempio di Maria

“Come può un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue parole. Con tutto il cuore ti cerco, non farmi deviare dai tuoi precetti”. Non basta essere ascoltatori della Parola di Dio, bisogna anche custodirla. Il Salmo 118 insiste su questo: l’uomo è chiamato a custodire i precetti del Signore se vuole che essi portino frutto nella sua vita.


Nella spiegazione data alla parabola del seminatore, Gesù ci avverte che ci sono molti nemici della Parola: la superficialità, la fretta, la distrazione (il seme caduto lungo la strada); le preoccupazioni materiali che impediscono un pieno abbandono (quello caduto tra le spine); le nostre convinzioni che ci rendono duri e impermeabili (il terreno sassoso); a tutto ciò si aggiunge il diavolo stesso che fa di tutto per non fare attecchire in noi la Parola perché non porti frutto.

Come difendersi da questi avversari?

Come imparare a custodire la Parola di Dio?

C’è una scuola sicura per imparare questo: è la scuola di Maria.

Di lei si dice che “serbava” le profezie meditandole nel suo cuore (Lc 2,19) quando non le comprendeva. La Parola di Dio infatti non ci svela tutto subito, ma si svela progressivamente a coloro che la amano. Non si tratta infatti di una comprensione puramente intellettuale ma di una comprensione spirituale che ha cioè bisogno dell’aiuto e dell’assistenza delle Spirito Santo. Inoltre la Parola si rivela se l’accogliamo pienamente nella vita, se la facciamo camminare con noi, se cominciamo ad obbedirle… mi piace pensare che anche Maria pregasse quel Salmo che abbiamo prima citato, che era abituata ad ascoltare e a custodire le parole della legge, vivendo l’attesa e la speranza del suo popolo, tanto che, all’annuncio dell’angelo, sebbene fosse poco più che una ragazzina, il suo cuore era già pronto a riconoscere la volontà di Dio e a rispondere ad essa.

Vorrei perciò che oggi ci mettessimo alla scuola di Maria e le facessimo qualche domanda:

Che cosa ha Significato per te Maria custodire la Parola? Come hai fatto?

Penso che Maria ci risponderebbe con molta semplicità: per me accogliere e custodire la Parola è stato accogliere e custodire una persona, cioè Gesù.

Gesù è infatti la Parola fattasi carne, nel senso che egli ci rivela il Padre, ci parla di lui con tutta la sua vita. Anche per noi è così: dobbiamo innanzi tutto accogliere Gesù, coltivare l’amicizia con lui, volergli bene… così sarà più facile obbedire alla sua Parola. Non ci sarà rimasta bene Maria a sentirsi dire da Gesù che era rimasto nel tempio “Perché mi cercavate, non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” Un’altra madre si sarebbe forse adirata, ma Maria amava Gesù e perciò avrà pensato: le parole di mio figlio avranno un senso, anche se io adesso non le capisco. Ha serbato queste cose nel cuore in attesa di capirle in seguito.

Mentre Maria educava umanamente Gesù, Gesù educava Maria all’obbedienza della fede. C’è infatti l’altro episodio raccontato da Matteo al cap. 12,47-50:

Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».


Maria avrà sentito queste parole e certamente si sarà sentita ferita. Come? Qualunque persona poteva prendere il suo posto nel cuore di suo figlio? Ma poi avrà capito che Gesù voleva dire che il legame più forte tra lui e sua madre non era quello di sangue, per quanto grande ma era dato dal fatto che nessuno come Maria aveva ascoltato con cuore aperto Dio, aprendo a lui il suo grembo e donandogli la sua vita. Questo episodio l’avrà fatta crescere e maturare nella fede.

Per custodire la Parola penso quindi che Maria ci direbbe di prendere tra le mani i Vangeli di leggerli almeno un po ogni giorno di meditare l’umanità di Gesù, quello che lui faceva, i suoi gesti, le sue parole, le relazioni con i suoi amici… anche lei ha imparato tanto contemplando l’umanità di suo figlio, perché ogni suo gesto era una rivelazione del Padre. Noi possiamo avere questo stretto contatto con lui attraverso i Vangeli.

Come secondo consiglio penso poi che Maria ci direbbe di staccare ogni tanto il cellulare, il computer, la televisione, la play station… e di non avere paura di essere per qualche momento irraggiungibili per gli altri per poter essere raggiungibili da Dio. Noi viviamo in una società che ha paura del silenzio, che cerca di coprirlo con il suono di mille voci perché quando l’uomo rimane in silenzio, si sveglia la sua coscienza, riflette, comprende le cose con una luce nuova. La nostra società non vuole che riflettiamo, è pericoloso, potremmo accorgerci di aver bisogno di Dio, meglio invece pensare di aver bisogno dell’ultimo portatile o dell’ultimo I phone.

Il silenzio che la nostra società conosce è spesso quello malato, cioè il mutismo, la mancanza di dialogo, l’indifferenza di chi non prende posizioni… non era certamente questo il silenzio di Maria, che doveva essere invece una persona molto cordiale e gradevole, ma piuttosto lo spazio di Dio nel suo cuore, che si allargava sempre più quanto più cresceva il suo amore per lui.

Il terzo consiglio che Maria ci darebbe è quello infine di prendere Gesù in parola, di sperimentare cioè se la sua parola è vera. Come? Obbedendo ad essa, provando a fare come dice lui. L’ascolto infatti diventa sequela, e Maria ha seguito Gesù in tutto il suo percorso, fino alla fine. Maria, come a Cana, ci direbbe di fare quello che dice Gesù senza complicarci troppo la vita, ma fidandoci di lui.

C’è un versetto della Bibbia che dice: “Chi custodisce il comando custodisce se stesso, chi trascura la propria condotta morirà”. (Pro 19,16) Cioè, chi custodisce la Parola è custodito da essa. Essa ti difenderà dai tuoi nemici, che sono a volte i desideri disordinati, le scelte sbagliate, le cose che ci abbagliano distogliendoci dalla verità. Maria vorrebbe stasera lasciarti proprio questo messaggio, vorrebbe donarti una parola del Signore e dirti: custodiscila, ed essa ti custodirà. Se è una parola che invita al perdono, ti custodirà dal rancore e dall’ira; se invita alla pace, ti mostrerà la via per raggiungerla, se invita alla gioia è perché te la vuole donare.


Rosa Maria Scuderi

mercoledì 21 gennaio 2009

Il nuovo responsabile del Ministero Musica e Canto

E' stato designato Daniele Aiello quale nuovo responsabile della Musica e Canto della nostra Diocesi. Al ritiro mattutino abbiamo meditato una catechesi della nostra responsabile diocesana, Rosamaria Scuderi sul tema della "Chiamata", partendo dalle letture della Santa Messa di domenica scorsa, chiamata che non viene da noi ma da Dio....
Non siamo noi a cercare Dio ma è Dio che ci chiama, mai il contrario.




Nella foto Giovanni Schillizzi, Rosamaria Scuderi e Daniele Aiello



Un altro aspetto che abbiamo meditato è stato quello dell'ASCOLTO.... prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo metterci all'ascolto di Dio, e prima di SEGUIRLO, dobbiamo chiedere il dono del DISCERNIMENTO allo Spirito Santo per capire se è proprio Gesù che ci sta parlando....

Altri aspetti della meditazione hanno riguardato l'OBBEDIENZA, la custodia del nostro CUORE e del nostro CORPO e la COMUNIONE....

La catechesi e qualche momento della preghiera di intercessione sono stati inseriti in Google Video ma in forma PRIVATA ad uso della Corale del RnS di Monreale. Per avere i link potete rivolgervi al neo-responsabile della Musica e Canto oppure a Rosamaria Scuderi.

A Daniele
porgo i migliori auguri e prego il Signore perchè aumenti lui in Sapienza e Grazia....

Auguri !!!!

martedì 13 gennaio 2009

Il Convegno della Consulta delle Aggregazioni locali

Speciale convegno 11 Gennaio 2009

“Radicati nella Parola,
corresponsabili nel ministero”

Con S. Paolo, verso la maturità cristiana ed ecclesiale

Una sintesi del convegno a cura di M. Grazia Di Palermo

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In molti per confrontarsi sul tema della crescita, con il Vescovo Mons.Di Cristina, Don Nicola Gaglio e la Prof. Scuderi, e due relatori perfetti per l’occasione, la Dr. C De Magistris e il Prof. G. Vivaldelli, la prima specialista nel monachesimo delle origini e in storia cristiana antica, il secondo appassionato relatore biblista nei panni di San Paolo.

L’uno e l’altra interpretano la coscienza ecclesiale dei Movimenti Laicali sul versante della vita nella Parola, il secondo sull’importanza della presa di coscienza comunitaria della gioia del Vangelo, la quale è l’asse portante della corresponsabilità ecclesiale. Per gioia del Vangelo –spiega Vivaldelli interpretando S.Paolo, Lettera ai Filippesi – si intende la Misericordia Dei, e il fatto specifico che Dio ha un amore di padre verso gli uomini cristiani che di per loro non si sentono un gran che nei confronti del mondo. Questi sono i poveri di Dio e i suoi figli, verso i quali la Misericordia si dispone ad ombrello e a difesa nei confronti della Storia. Sembra di sentirlo ancora parlare, il Professore:"Non lasciatevi togliere la gioia del Vangelo!"

Un potente richiamo dello Spirito verso tutti ma in particolare per quanti hanno certamente qualche stanchezza personale o comunitaria. Si inizia puntuali intorno alle 9.30 con il saluto affettuoso del Vescovo, segue Don Nicola Gaglio e infine la Prof. Scuderi che introduce i lavori e presenta la prima relatrice, la Dr. De Magistris, che con Sapienza illustra le tappe fondamentali del vivere la Parola, nei suoi momenti di relazione personale con Dio nella preghiera, nella Liturgia, nell’Eucarestia.

Questa prima relazione, piuttosto complessa come del resto è la vita nella Parola, conduce l’assemblea nell’assoluta centralità della Parola nella vita personale e nella necessità imprescindibile del radicamento in essa, sia per dare frutto al Signore, sia per vivere nella pace che Dio dà (Cfr Gv 14, 27). Tutto questo ha preparato il terreno al Prof. Vivaldelli, che dovendo arrivare direttamente da Verona, ha fatto stare col fiato sospeso il buon Nicola Gaglio, che a un certo punto vediamo muoversi velocemente dalla sala. Noi tutti abbiamo pensato: "E’ arrivato il secondo relatore" che fino ad allora mancava dalla sua poltrona.

Quando Vivaldelli prende la parola, si capisce subito che è un simpatico veicolatore dell’amore di Dio. Il tono che usa per dipingere a parole San Paolo è pittoresco e appassionato, quasi impersonandosi nel grande Apostolo di burbero ma generoso carattere. Come lui, trasmette la gioia dell’amore di Dio, anzi, dell’essere preso da Cristo, innamorato di Cristo, impersonandosi con quella Croce di salvezza che è la santificazione di noi tutti. Il professore parla, da esperto intrattenitore di folle, intrecciando la sapienza biblica con la simpatia spontanea di un settentrionale in Sicilia, facendo sorridere Rosamaria Scuderi di cui egli fa notare la diligenza nell’organizzazione e l’attenzione perché tutto potesse riuscire ben fatto e in tempo.

Una bella mattinata corre così veloce, ci ritroviamo in almeno 500 in sala.

Alle 15.00 si continua con i gruppi di studio che interesano almeno sei ambiti di ricerca. La cosa singolare è che quelli che si ritrovano nel pomeriggio non sono molto meno di quelli del mattino; i gruppi di studio sono gremiti. Ci stringiamo intorno a quanto abbiamo raccolto dalle relazioni del mattino, per rielaborare insieme e trovare nuovi percorsi per stare insieme e comunicare al mondo che cambia, la responsabilità della gioia del Vangelo. Questo in vari ambiti, come la Parola, la trasmissione della fede, la famiglia.

Quando, dopo, alle 16.00, inizia la verifica del lavoro svolto, sono ancora tutti in sala. Emergono tante domande che richiederebbero un altro convegno per le risposte.

Certamente da questo convegno dovranno emergere delle iniziative volte a dare una risposta concreta alle domande poste dai gruppi di studio, che testimonieranno quindi per la fattiva volontà riguardo al tema della corresponsabilità.

La giornata finisce con la festosa celebrazione Eucaristica, ritmata e cadenzata dalla musica del RnS, a testimonianza di un incontro di molti cuori, risonanza del lavoro dello Spirito che ha guidato la giornata.

Maria Grazia di Palermo


LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA GIORNATA... CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE.....

Speciale convegno 11 Gennaio 2009

La galleria fotografica



mercoledì 31 dicembre 2008

IL RnS della Diocesi di Monreale, augura a tutti voi un Felice 2009.

Sua Madre lo portò nel seno:
noi portiamolo nel cuore! La Vergine fu gravida all’incarnazione del Figlio:
i nostri cuori siano gravidi della fede di Cristo!
La Vergine partorì il Salvatore:
la nostra anima partorisca la salvezza nella lode! Non restiamo sterili: le anime nostre siano feconde per Dio!
Sant’Agostino, Discorsi, 189, 3 (“Sulla nascita del Signore”).

Buon 2009, che sia Anno di grazia del Signore.
A TUTTI, AUGURI DI OGNI BENE!


Il Papa Benedetto XVI insiste sulla Humanae Vitae e sullo Spirito Santo...

"Veni Creator Spiritus". Per una ecologia dell'uomo

E dell'uomo creato maschio e femmina. Nel discorso prenatalizio alla curia romana Benedetto XVI contesta l'ideologia del "gender". E spezza una lancia a difesa della più osteggiata delle encicliche, la "Humanae Vitae"

di Sandro Magister



ROMA, 24 dicembre 2008 – Augurando due giorni fa un felice Natale alla curia romana, Benedetto XVI si è rivolto in realtà all'intera Chiesa e al mondo. Come già negli anni precedenti, anche questa volta nel discorso prenatalizio egli ha volto mettere in evidenza alcune linee maestre del suo pontificato.

Nel 2005 il fuoco del discorso fu l'interpretazione e l'attuazione del Concilio Vaticano II, così come il rapporto tra continuità e rinnovamento, nella Chiesa.

Nel 2006 il papa pose al centro la questione su Dio. Inoltre, prendendo spunto dal suo viaggio a Istanbul, formulò nel modo più chiaro la sua visione del rapporto con l'islam, proponendo al mondo musulmano quel percorso già compiuto dal cristianesimo sotto la sfida dell'Illuminismo.

Nel 2007 Benedetto XVI mise a fuoco l'urgenza per la Chiesa di porsi in stato di missione con tutti i popoli della terra.

Quest'anno, prendendo spunto dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney e dal sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio, papa Joseph Ratzinger ha sviluppato una riflessione sullo Spirito Santo, la più "dimenticata" – aveva detto a Sydney – delle tre persone della divina trinità, eppure supremamente incidente sulla vita dell'uomo e del cosmo.

L'intero discorso può essere letto nel sito web del Vaticano, man mano tradotto nelle diverse lingue, mentre qui di seguito ne è riportato il blocco più importante. In esso Benedetto XVI riflette dapprima sulla Giornata Mondiale della Gioventù, e poi sullo Spirito Santo.

A proposito della Giornata Mondiale della Gioventù il papa rovescia il giudizio corrente – sostenuto anche da "voci cattoliche" – che riduce tali incontri a "una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il papa quale star". No, dice. Il papa è "totalmente e solamente vicario" dell'unica presenza che conta, quella di Gesù crocifisso e risorto.

Quanto allo Spirito Santo, Benedetto XVI insiste anzitutto sul suo essere "creatore". Il cosmo ne porta i segni in quanto "struttura matematica", ordinata, e per questo intelligibile alle moderne scienze della natura. Ma anche l'uomo ha in sé i segni dell'ordinamento del creato. Il suo essere uomo e donna "non è una metafisica superata" e il matrimonio è "sacramento della creazione". L'ideologia del "gender", che affida al singolo individuo l'arbitrio sul proprio sesso, in realtà finisce col distruggere invece che proteggere. È di una "ecologia dell'uomo" che si ha necessità, oltre che della natura. Il rispetto dell'ordine della creazione "non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione".

In forza di queste considerazioni, sul finire del capoverso dedicato allo Spirito creatore papa Ratzinger esalta con parole vibrate l'enciclica di Paolo VI "Humanae Vitae", perché difende "l'amore contro la sessualità come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell'uomo contro la sua manipolazione"

E con ciò respinge le contestazioni ultimamente rivolte contro questa enciclica da un cardinale di spicco, Carlo Maria Martini.

Ecco dunque la parte maggiore del discorso letto dal papa il 22 dicembre 2008 alla curia romana riunita nella Sala Clementina:


"La fede nello Spirito creatore è un contenuto essenziale del Credo cristiano"

di Benedetto XVI


[...] Della presenza della Parola di Dio, di Dio stesso nell'attuale ora della storia si è trattato [oltre che nel Sinodo] anche nei viaggi pastorali di quest'anno: il loro vero senso può essere solo quello di servire questa presenza. In tali occasioni la Chiesa si rende pubblicamente percepibile, con essa la fede, e perciò almeno la questione su Dio. Questo manifestarsi in pubblico della fede chiama in causa ormai tutti coloro che cercano di capire il tempo presente e le forze che operano in esso.

Specialmente il fenomeno delle Giornate Mondiali della Gioventù diventa sempre più oggetto di analisi. [...] Analisi in voga tendono a considerare queste giornate come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il papa quale star. Con o senza la fede, questi festival sarebbero in fondo sempre la stessa cosa, e così si pensa di poter rimuovere la questione su Dio. Ci sono anche voci cattoliche che vanno in questa direzione valutando tutto ciò come un grande spettacolo, anche bello, ma di poco significato per la questione sulla fede e sulla presenza del Vangelo nel nostro tempo. Sarebbero momenti di una festosa estasi, che però in fin dei conti lascerebbero poi tutto come prima, senza influire in modo più profondo sulla vita.

Con ciò, tuttavia, la peculiarità di quelle giornate e il carattere particolare della loro gioia, della loro forza creatrice di comunione, non trovano alcuna spiegazione. Anzitutto è importante tener conto del fatto che le Giornate Mondiali della Gioventù non consistono soltanto in quell'unica settimana in cui si rendono pubblicamente visibili al mondo. C'è un lungo cammino esteriore ed interiore che conduce ad esse.

La croce, accompagnata dall'immagine della Madre del Signore, fa un pellegrinaggio attraverso i paesi. La fede, a modo suo, ha bisogno del vedere e del toccare. L'incontro con la croce, che viene toccata e portata, diventa un incontro interiore con Colui che sulla croce è morto per noi.

L'incontro con la croce suscita nell'intimo dei giovani la memoria di quel Dio che ha voluto farsi uomo e soffrire con noi. E vediamo la donna che Egli ci ha dato come Madre. Le Giornate solenni sono soltanto il culmine di un lungo cammino, col quale si va incontro gli uni agli altri e insieme si va incontro a Cristo. In Australia non per caso la lunga Via Crucis attraverso la città è diventata l'evento culminante di quelle giornate. Essa riassumeva ancora una volta tutto ciò che era accaduto negli anni precedenti ed indicava Colui che riunisce insieme tutti noi: quel Dio che ci ama sino alla Croce. Così anche il papa non è la star intorno alla quale gira il tutto. Egli è totalmente e solamente vicario. Rimanda all'Altro che sta in mezzo a noi. Infine la liturgia solenne è il centro dell'insieme, perché in essa avviene ciò che noi non possiamo realizzare e di cui, tuttavia, siamo sempre in attesa. Lui è presente. Lui entra in mezzo a noi. È squarciato il cielo e questo rende luminosa la terra. È questo che rende lieta e aperta la vita e unisce gli uni con gli altri in una gioia che non è paragonabile con l'estasi di un festival rock. Friedrich Nietzsche ha detto una volta: "L'abilità non sta nell'organizzare una festa, ma nel trovare le persone capaci di trarne gioia". Secondo la Scrittura, la gioia è frutto della Spirito Santo (Galati 5, 22): questo frutto era abbondantemente percepibile nei giorni di Sydney. Come un lungo cammino precede le Giornate Mondiali della Gioventù, così ne deriva anche il camminare successivo. Si formano delle amicizie che incoraggiano ad uno stile di vita diverso e lo sostengono dal di dentro. Le grandi Giornate hanno, non da ultimo, lo scopo di suscitare tali amicizie e di far sorgere in questo modo nel mondo luoghi di vita nella fede, che sono insieme luoghi di speranza e di carità vissuta.

La gioia come frutto dello Spirito Santo: e così siamo giunti al tema centrale di Sydney che, appunto, era lo Spirito Santo. In questa retrospettiva vorrei accennare in maniera riassuntiva all'orientamento implicito in tale tema. Tenendo presente la testimonianza della Scrittura e della Tradizione, si riconoscono facilmente quattro dimensioni del tema "Spirito Santo".

1. C'è innanzitutto l'affermazione che ci viene incontro dall'inizio del racconto della creazione: vi si parla dello Spirito creatore che aleggia sulle acque, crea il mondo e continuamente lo rinnova. La fede nello Spirito creatore è un contenuto essenziale del Credo cristiano. Il dato che la materia porta in sé una struttura matematica, è piena di spirito, è il fondamento sul quale poggiano le moderne scienze della natura. Solo perché la materia è strutturata in modo intelligente il nostro spirito è in grado di interpretarla e di attivamente rimodellarla. Il fatto che questa struttura intelligente proviene dallo stesso Spirito creatore che ha donato lo spirito anche a noi, comporta insieme un compito e una responsabilità. Nella fede circa la creazione sta il fondamento ultimo della nostra responsabilità verso la terra. Essa non è semplicemente nostra proprietà che possiamo sfruttare secondo i nostri interessi e desideri. È piuttosto dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci e con ciò ci ha dato i segnali orientativi a cui attenerci come amministratori della sua creazione. Il fatto che la terra, il cosmo, rispecchino lo Spirito creatore, significa pure che le loro strutture razionali che, al di là dell'ordine matematico, nell'esperimento diventano quasi palpabili, portano in sé anche un orientamento etico. Lo Spirito che li ha plasmati è più che matematica: è il Bene in persona che, mediante il linguaggio della creazione, ci indica la strada della vita retta.

Poiché la fede nel Creatore è una parte essenziale del Credo cristiano, la Chiesa non può e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza. Essa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l'acqua e l'aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere anche l'uomo contro la distruzione di se stesso. È necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell'uomo, intesa nel senso giusto. Non è una metafisica superata se la Chiesa parla della natura dell'essere umano come uomo e donna e chiede che quest'ordine della creazione venga rispettato. Qui si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell'ascolto del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe un'autodistruzione dell'uomo e quindi una distruzione dell'opera stessa di Dio. Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il termine "gender", si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal Creatore. L'uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. Ma in questo modo vive contro la verità, vive contro lo Spirito creatore. Le foreste tropicali meritano, sì, la nostra protezione, ma non la merita meno l'uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione. Grandi teologi della Scolastica hanno qualificato il matrimonio, cioè il legame per tutta la vita tra uomo e donna, come sacramento della creazione, che lo stesso Creatore ha istituito e che Cristo – senza modificare il messaggio della creazione – ha poi accolto nella storia della sua alleanza con gli uomini. Fa parte dell'annuncio che la Chiesa deve recare la testimonianza in favore dello Spirito creatore presente nella natura nel suo insieme e in special modo nella natura dell'uomo, creato ad immagine di Dio. Partendo da questa prospettiva occorrerebbe rileggere l'enciclica "Humanae vitae": l'intenzione di papa Paolo VI era di difendere l'amore contro la sessualità come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell'uomo contro la sua manipolazione.

2. Solo qualche ulteriore breve accenno circa le altre dimensioni della pneumatologia. Se lo Spirito creatore si manifesta innanzitutto nella grandezza silenziosa dell'universo, nella sua struttura intelligente, la fede, oltre a ciò, ci dice la cosa inaspettata, che cioè questo Spirito parla, per così dire, anche con parole umane, è entrato nella storia e, come forza che plasma la storia, è anche uno Spirito parlante, anzi, è Parola che negli Scritti dell'Antico e del Nuovo Testamento ci viene incontro. Che cosa questo significhi per noi, l'ha espresso meravigliosamente sant'Ambrogio in una sua lettera: "Anche ora, mentre leggo le divine Scritture, Dio passeggia nel Paradiso" (Ep. 49, 3). Leggendo la Scrittura, noi possiamo anche oggi quasi vagare nel giardino del Paradiso ed incontrare Dio che lì passeggia: tra il tema della Giornata Mondiale della Gioventù in Australia e il tema del Sinodo dei Vescovi esiste una profonda connessione interiore. I due temi "Spirito Santo" e "Parola di Dio" vanno insieme. Leggendo la Scrittura apprendiamo però anche che Cristo e lo Spirito Santo sono inseparabili tra loro. Se Paolo con sconcertante sintesi afferma: "Il Signore è lo Spirito" (2 Corinzi 3, 17), appare non solo, nello sfondo, l'unità trinitaria tra il Figlio e lo Spirito Santo, ma soprattutto la loro unità riguardo alla storia della salvezza: nella passione e risurrezione di Cristo vengono strappati i veli del senso meramente letterale e si rende visibile la presenza del Dio che sta parlando. Leggendo la Scrittura insieme con Cristo, impariamo a sentire nelle parole umane la voce dello Spirito Santo e scopriamo l'unità della Bibbia.

3. Con ciò siamo ormai giunti alla terza dimensione della pneumatologia che consiste, appunto, nella inseparabilità di Cristo e dello Spirito Santo. Nella maniera forse più bella essa si manifesta nel racconto di san Giovanni circa la prima apparizione del Risorto davanti ai discepoli: il Signore alita sui discepoli e dona loro in questo modo lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è il soffio di Cristo. E come il soffio di Dio nel mattino della creazione aveva trasformato la polvere del suolo nell'uomo vivente, così il soffio di Cristo ci accoglie nella comunione ontologica con il Figlio, ci rende nuova creazione. Per questo è lo Spirito Santo che ci fa dire insieme col Figlio: "Abba, Padre!" (Giovanni 20, 22; Romani 8, 15).

4. Così, come quarta dimensione, emerge spontaneamente la connessione tra Spirito e Chiesa. Paolo, in Prima Corinzi 12 e in Romani 12, ha illustrato la Chiesa come Corpo di Cristo e proprio così come organismo dello Spirito Santo, in cui i doni dello Spirito Santo fondono i singoli in un tutt'uno vivente. Lo Spirito Santo è lo Spirito del Corpo di Cristo. Nell'insieme di questo Corpo troviamo il nostro compito, viviamo gli uni per gli altri e gli uni in dipendenza dagli altri, vivendo in profondità di Colui che ha vissuto e sofferto per tutti noi e che mediante il suo Spirito ci attrae a sé nell'unità di tutti i figli di Dio. "Vuoi anche tu vivere dello Spirito di Cristo? Allora sii nel Corpo di Cristo", dice Agostino a questo proposito (Tract. in Jo. 26, 13).

Così con il tema "Spirito Santo", che orientava le giornate in Australia e, in modo più nascosto, anche le settimane del Sinodo, si rende visibile tutta l'ampiezza della fede cristiana, un'ampiezza che dalla responsabilità per il creato e per l'esistenza dell'uomo in sintonia con la creazione conduce, attraverso i temi della Scrittura e della storia della salvezza, fino a Cristo e da lì alla comunità vivente della Chiesa, nei suoi ordini e responsabilità come anche nella sua vastità e libertà, che si esprime tanto nella molteplicità dei carismi quanto nell'immagine pentecostale della moltitudine delle lingue e delle culture.

Parte integrante della festa è la gioia. La festa si può organizzare, la gioia no. Essa può soltanto essere offerta in dono; e, di fatto, ci è stata donata in abbondanza: per questo siamo riconoscenti. Come Paolo qualifica la gioia frutto dello Spirito Santo, così anche Giovanni nel suo Vangelo ha connesso strettamente lo Spirito e la gioia. Lo Spirito Santo ci dona la gioia. Ed Egli è la gioia. La gioia è il dono nel quale tutti gli altri doni sono riassunti. Essa è l'espressione della felicità, dell'essere in armonia con se stessi, ciò che può derivare solo dall'essere in armonia con Dio e con la sua creazione. Fa parte della natura della gioia l'irradiarsi, il doversi comunicare. Lo spirito missionario della Chiesa non è altro che l'impulso di comunicare la gioia che ci è stata donata. Che essa sia sempre viva in noi e quindi s'irradi sul mondo nelle sue tribolazioni: tale è il mio auspicio alla fine di quest'anno. Insieme con un vivo ringraziamento per tutto il vostro faticare ed operare, auguro a tutti voi che questa gioia derivante da Dio ci venga donata abbondantemente anche nell'anno nuovo. [...]

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Il testo integrale del discorso di Benedetto XVI del 22 dicembre 2008 alla curia romana, nel sito del Vaticano:

> "Signori cardinali..."

APPROFITTO PER AUGURARE A TUTTI VOI CHE LEGGETE UN BUON ANNO NUOVO....

I° Incontro cammino di crescita Giovani del RnS

CAMMINO DI CRESCITA GIOVANI 2008-2009

Incontro del 21/12/2008

Un grazie a Sr. Maria Goretti per essere stata con noi nel primo incontro del nostro seminario di crescita.

I video dell'insegnamento e della testimonianza registrati

per potere essere ascoltati tramite Youtube o Google Video

Per ascoltarli di Google video integralmente cliccare quì di seguito


1) La catechesi tenuta da Sr Maria Goretti al I° incontro del Seminario Giovani del Rinnovamento nello Spirito, Diocesi di Monreale presso il Salone Padre Giglio il 21-12-2008 sul tema " LAMPADA PER I MIEI PASSI E' LA TUA PAROLA". Il prossimo incontro si terrà a Partinico il 18-01-2009. Per info ci si può anche recare nel sito Diocesano www.rns-monreale.it


21/dic/2008

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2) La testimonianza della conversione di Suor Maria Goretti e quello che ha realizzato con l'aiuto di Dio, una vera testimonianza da ascoltare e da meditare, tenuta a S. Giuseppe Jato, al Salone Padre Gigio, al I° Seminario Giovani del RnS il 21-12-2008. Il prossimo incontro si terrà a Partinico il 18-01-2009. Per info al sito Diocesano del RnS www.rns-monreale.it


21/dic/2008

Diversamente potete seguire i video tramite Youtube

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